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NATALE ITALIANO.IT |
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Il Natale nel mondo
Perché non spedire ad amici cari e parenti
nel mondo i vostri biglietti o cartoline di auguri
di Natale. Qui trovate le traduzioni nelle più
diffuse lingue del mondo per augurare un Buon Natale
nel mondo.
Arabo:
Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Bulgaro:
Tchestita Koleda
Ceco:
Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese:
(Cantonese) Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun
Danese:
Glædelig Jul
Ebraico:
Mo’adim Lesimkha. Chena tova
Finnico:
Hyvaa joulua
Francese: Joyeux
Noel
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu
Omedeto
Greco:
Kala Christouyenna
Islandese:
Gledileg Jol
Inglese:
Merry Christmas
Irlandese: Nollaig
Shona Dhuit, o Nodlaig mhaith chugnat
Latino:
Natale hilare et Annum Faustum
Norvegese: God Jul, o Gledelig
Jul
Olandese: Vrolijk
Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! o Zalig Kerstfeast
Polacco:
Wesolych Swiat Bozego Narodzenia o Boze Narodzenie
Portoghese: Feliz Natal
Romeno:
Craciun Fericit
Russo:
Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Serbo:
Hristos se rodi
Slovacco: Sretan
Bozic o Vesele vianoce
Spagnolo: Feliz
Navidad
Svedese:
God Jul
Tedesco:
Froehliche Weihnachten
Turco:
Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ukraino:
Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi
unnepeket

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Tradizioni di Natale nel mondo
In MESSICO, i giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da una simpatica e popolare tradizione (risalente probabilmente alla metà dei XVI secolo), las posadas, che ripropone l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove alloggiare.
«Dar posada» vuol dire ospitare un viandante e, nella tradizione natalizia, la posada è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti della natività. In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria (rappresentati da due bambini vestiti appropriatamente oppure delle statue portate dai bambini) che vanno a chiedere «posada», cioè ospitalità, in una casa.
Prima di arrivare alla casa dove verranno accolti, si fermano a chiedere il permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito, però, negativo. Poi la processione riprende al suono degli strumenti musicali, intervallato da preghiere e canti di litanie.
Finché, dinanzi alla porta della casa prescelta, al gruppo nella strada che domanda «posada» con un canto, risponde dall'interno dell'abitazione un secondo coro. Quindi viene aperta la porta per accogliere gli ospiti con Giuseppe e Maria.
Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre dolci e bevande. Si termina con il gioco della pinata, una pentola di terracotta (pignatta) appesa ad una corda che un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un bastone. Le pignatte sono piene di frutta, dolci e giocattoli.
In POLONIA, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.
In FINLANDIA, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno delle case un secondo alberello per... gli uccellini.
Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un paio e addobbato con semi appetitosi.
Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.
In SVEZIA, invece, si mette un mazzo di spighe di grano sul davanzale della finestra.
Nella città di Vienna, in AUSTRIA, i bambini (ma anche gli adulti) gettano briciole di pane agli uccelli durante l'ormai tradizionale passeggiata nel parco.
In FRANCIA, nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali che ripone nelle scarpe dei bambini esposte, per l'occasione, con tanta cura e trepidazione dai bambini stessi. Inoltre, durante la sua visita appenderà dolci e frutta all'albero di Natale.
Un dolce natalizio molto diffuso nelle famiglie francesi è una torta che nella forma richiama al ceppo che, soprattutto un tempo ma ancora adesso nelle campagne, viene acceso per riscaldare Gesù Bambino.
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Il presepio anche in Francia occupa un posto privilegiato
tra le tradizioni natalizie. Molto belli e famosi
sono i presepi della Provenza (regione nel sud della
Francia), composti da statuine in argilla che vengono
vestite con costumi realizzati con grande precisione
e realismo anche nei minimi particolari, e poi, a
seconda dei personaggio, si aggiungono i minuti attrezzi
da lavoro o gli accessori che servono per identificare
la statuina.
Insieme a Gesù Bambino, Maria, Giuseppe e i
re Magi trovano posto altre statuette che rappresentano
le persone più comuni mentre svolgono la loro
attività, proprio come si incontrano nella
vita di tutti i giorni. La statuetta è chiamata
Santoun che in lingua provenzale vuoi dire
« piccolo santo». Ogni anno a Marsiglia,
in occasione dei periodo natalizio, viene organizzata
la: «fiera di santoun».
Ecco un'altra bella tradizione francese. La "galette
des rois" (torta dei re) è un delizioso
dolce fatto di pasta sfogliata con dentro crema alla
mandorla. Dentro è nascosta una figurina di
gesso verniciato o ceramica che si chiama la "fava"
perché originariamente era una vera fava. Il
giorno dell'Epifania (che ha dato il nome alla torta),
quando arriva l'atteso momento, il più giovane
dei conviviali va sotto il tavolo. Qualcuno taglia
la torta. Quando si rispetta davvero la tradizione,
questo taglio si fa con la torta coperta da uno strofinaccio,
in modo che, se il coltello incontra la fava, il tagliatore
non possa sapere in che porzione si trovi, e che non
si possa barare. Ma, chissà perché,
spessissimo la fava si troverà nella porzione
del bambino che sta sotto il tavolo... uno dei misteri
familiari mai bene spiegati!
Quando la torta è tagliata, si prende una porzione
e si chiede al bambino sotto la tavola : "per
chi è questa?" Il bambino risponde : "Per
mamma, papa, Zia Tizia, me, sorella o fratello ecc.",
nell'ordine che vuole lui.
La tradizione vuole che ci sia una porzione in più
del numero esatto dei conviviali. Si chiama : "la
porzione del povero". Nei nostri tempi non ho
mai sentito nessuno squillare alla porta per chiedere
una porzione di torta, ma nel passato questo avveniva.
Oggi si divide normalmente la torta nel numero esatto.
Quando tutte le porzione sono distribuite, si mangia.
Quello che trova la fava è il re o la regina.
Gli si mette sulla testa una corona di cartone dorato.
In qualche famiglia si beve nell'onore del re, il
quale deve bere in un solo colpo un bicchiere di vino
o acqua (secondo l'età) mentre tutti gli altri
ripetono : "Le roi boit, le roi boit, le
roi boit" (il re beve), o "la reine
boit" (la regina beve).
È più divertente con "il re",
perché è più difficile da pronunciare.
Poi il re sceglie nell'assistenza la sua regina (o
la regina il suo re), che al proprio turno deve bere
un grande bicchiere.

Le case in GERMANIA sono rallegrate
dalla presenza dell'albero di Natale, una delle tradizioni
più vecchie, insieme alla corona d'avvento.
Nelle camere dei bambini non manca, inoltre, il calendario
d'avvento con le 24 finestrelle che scandiscono il
tempo che manca alla grande festa natalizia; ogni
giorno, aprendo una finestrella, il bambino promette
di compiere una buona azione.
Al termine dei calendario (sarà quindi il giorno
di Natale) appare l'immagine del presepe.
In INGHILTERRA, fu Sant'Agostino
da Canterbury (t 604) a introdurre la tradizione natalizia
allorché, con i suoi monaci, fu inviato da
papa Gregorio Magno a svolgervi la propria missione
apostolica, verso la fine del VI° secolo.
In ogni casa l'albero di Natale occupa il posto d'onore.
Persino l'austera città londinese si riempie
delle festose luci di multicolori lampadine che addobbano
un gigantesco albero allestito per la strada. Mentre
sarà Father Christmas (Babbo Natale),
che passando per il camino con il sacco dei doni,
porterà ai bambini inglesi i regali che riporrà
nelle calze ordinatamente appese.
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